Prassi – INPS – Messaggio 24 ottobre 2019, n. 3854

Pagamento del TFR e dei crediti di lavoro da parte del Fondo
di garanzia nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura
concorsuale (art. 2, comma 5, della
legge n. 297/82)

 

1. Aggiornamento delle disposizioni in materia di
documentazione da presentare a corredo della domanda

Con il messaggio n.
2084 dell’11 maggio 2016 l’Istituto ha chiarito quali sono i documenti da presentare
a corredo della domanda di intervento del Fondo di garanzia, tra i quali si
richiede la produzione dell’originale del titolo esecutivo in forza del quale è
stata tentata l’esecuzione coattiva sul patrimonio del datore di lavoro.

Tuttavia consolidata giurisprudenza di merito
ritiene che la richiesta di produzione dell’originale del titolo esecutivo non
sia necessaria, atteso che, per l’esercizio dell’azione di surroga nei diritti
del lavoratore, l’Istituto può utilizzare copia conforme del titolo esecutivo,
unitamente alla quietanza firmata dal lavoratore che ha ricevuto la
prestazione.

Si rende, pertanto, opportuno aggiornare le
istruzioni a suo tempo impartite, modificando quanto previsto al paragrafo 6.A,
“Documenti necessari ai fini dell’istruttoria della domanda di intervento dei
Fondi di garanzia in caso esecuzione individuale”, del richiamato messaggio n. 2084/2016.

Il punto 3 del predetto paragrafo che prevede:

3. Originale del titolo esecutivo in base al quale è
stata esperita l’esecuzione forzata. viene sostituito con il seguente:

3. Copia conforme del titolo esecutivo in base al
quale è stata esperita l’esecuzione forzata

Si fa presente che la conformità del titolo
all’originale può essere attestata dalla cancelleria del Tribunale o, ai soli
fini dell’istruttoria della domanda di intervento del Fondo di garanzia, da un
funzionario dell’Istituto previa esibizione dell’originale. Il predetto
documento può essere allegato alla domanda telematica.

 

2. Verifiche istruttorie in caso di notifica del
decreto ingiuntivo dopo la cancellazione delle società dal Registro delle
imprese

Sono pervenuti alcuni quesiti riguardanti la
corretta istruttoria delle domande di intervento del Fondo di garanzia, ai
sensi dell’articolo 2, comma 5,
della L. n. 297/82, fondate sui decreti ingiuntivi emanati dal Tribunale
dopo la cancellazione dal Registro delle imprese della società datrice di
lavoro oppure notificati, dopo la predetta cancellazione, presso il legale
rappresentante della società stessa.

La cancellazione dal Registro delle imprese di una
società (di persone o di capitali) ne determina l’estinzione, con la
conseguenza che non sono idonei ad instaurare un valido processo sia
l’eventuale proposizione di domanda giudiziale nei confronti di società
cancellata sia la notifica alla stessa società di un decreto ingiuntivo.

La cancellazione della società non determina,
tuttavia, l’estinzione dei rapporti giuridici attivi e passivi della società
stessa, ma determina un fenomeno successorio, con il conseguente trasferimento
ai soci delle obbligazioni sociali. I soci stessi, pertanto, sono i legittimi
contraddittori nei giudizi volti all’accertamento dei debiti sociali e
rispondono delle stesse obbligazioni illimitatamente o nei limiti del riscosso
a seguito della liquidazione, a seconda del regime giuridico della società (di
persone o di capitali) disciplinato dal codice civile.

Gli operatori delle Strutture territoriali,
pertanto, nell’ambito dell’istruttoria delle domande di intervento del Fondo di
garanzia ai sensi dell’articolo
2, comma 5, della L. n. 297/82, presentate dopo la cancellazione della
società datrice di lavoro dal Registro delle imprese, dovranno verificare che
la data di notifica del ricorso e del pedissequo decreto ingiuntivo non sia
successiva alla data di cancellazione.

In caso contrario, si dovrà verificare che il
decreto ingiuntivo sia stato notificato legittimamente anche ai soci e, in
difetto, le domande dovranno essere respinte per mancanza della prova
giudiziale del credito, fatte salve ipotesi particolari da sottoporre alla
valutazione dell’Avvocato di Sede.

Inoltre, nell’ipotesi di cancellazione di una società
di persone dal Registro delle imprese, per avere accesso al Fondo di garanzia
il lavoratore deve preventivamente aver tentato l’esecuzione forzata:

– nei confronti di tutti i soci, in caso di società
in nome collettivo (come previsto dall’art. 2312,
comma 2, c.c.);

– nei confronti dei soci accomandatari, in caso di
società in accomandita semplice (come previsto dall’art.
2324 c.c.);

Nell’ipotesi di cancellazione dal registro delle
imprese di una società di capitali, poiché i soci rispondono nei limiti di
quanto riscosso in sede di liquidazione (art. 2495
c.c.), se dal bilancio di liquidazione risulta che sono state distribuite
somme ai soci, il lavoratore, prima di chiedere l’intervento del Fondo di
garanzia, deve aver tentato l’esecuzione nei confronti dei soci stessi.

Analogamente, se dal verbale di approvazione del
bilancio finale emerge che uno o più soci o il liquidatore stesso si fanno
carico dei debiti, sarà necessaria la loro preventiva escussione.

Qualora, invece, il bilancio finale di liquidazione
evidenzi chiaramente l’insufficienza delle garanzie patrimoniali, in
ottemperanza all’orientamento della Corte di Cassazione (cfr. Cass., Sez. Lav., n. 9108/2007) che ritiene si
possa prescindere dal tentativo di esecuzione nei casi in cui sia riscontrabile
in maniera oggettiva, da altri elementi di fatto, l’insufficienza delle
garanzie patrimoniali, le domande di intervento del Fondo di garanzia potranno
trovare accoglimento anche in mancanza del tentativo di esecuzione forzata.

Prassi – INPS – Messaggio 24 ottobre 2019, n. 3854
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